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L' Età dei metalli e una breve storia della Chimica | LSS Combustione

·993 parole·5 min·ðŸ™ˆ ·

Riduzione dei metalli #

È il processo per cui dai vari minerali, per reazione chimica, si ottiene la separazione del metallo sotto forma di elemento più o meno mescolato con altri composti ed elementi presenti in quantitativi molto bassi. L’ inizio di questa pratica è datato a metà del IV° millennio a.C. Probabilmente nelle fornaci, in una cottura del vasellame di giorni e giorni, con temperature di 600-800°C, nel tentativo di aggiungere materiali colorati derivati da minerali, con la presenza di sostanze organiche come la paglia, sono stati prodotti i primi metalli, come il rame. Invece, dopo il rame, si iniziò a forgiare il ferro - più resistente - poiché dovevano essere costruiti degli altoforni a tiraggio forzato, che dovevano raggiungere i 2000°C. Ecco qui sotto una tabella di alcune possibili riduzioni di minerali.

FONTE: archeoagordo.it

MineraleFonte riducenteMetallo ( + residuo )
MINIOCARBONEPIOMBO
MALACHITECARBONERAME
STANNITECARBONESTAGNO
EMATITECARBONEFERRO
ALLUMINAMAGNESIOALLUMINIO

Riduzione dell’ ossido di piombo. #


Materiali utilizzati 🔸 Crogiuolo
🔸 Becco Bunsen
🔸 Treppiedi
🔸 Carbone
🔸 Minio in polvere
🔸 Guanti e DPI necessari

Procedimento :

  • Inserisco il carbone nel crogiuolo.
  • Monto il Becco Bunsen ed il treppiedi.
  • Poso il crogiuolo con il tappo inserito sopra al Becco Bunsen.
  • Dopo che il carbone si è riscaldato inserisco il minio in polvere.
  • Ottengo piombo fuso e residui.

Proprietà dei metalli #

Duttilità #

Proprietà di essere ridotti in fili.

Malleabilità #

Proprietà di essere ridotti in lamine sottili.

Durezza #

Resistenza che una sostanza oppone alla scalfittura.

Conducibilità termica #

Facilità con la quale una sostanza trasporta calore.


L’ Evoluzione della Chimica #


Le prime ipotesi e teorie riguardanti il mondo circostante erano basate sull’ apparenza del mondo intorno a noi, senza utilizzare il metodo scientifico nell’ elaborazione di esse. Una teoria famosa, stimata e presa in considerazione per secoli è la

Teoria dei quattro elementi di Aristotele #

Tutte le sostanze sono sostituite da proporzioni differenti di sostanze semplici ( elementi) : terra, aria, fuoco e acqua. Le trasformazioni chimiche - come la fusione dello zucchero - non sono altro che un cambio delle proprorzioni tra i quattro elementi nella sostanza.

Le affermazioni riguardanti questa teoria erano spesso accompagnate dalla frase latina ipse dixit, che letteralmente significa l’ ha detto egli stesso e semanticamente richiama all’ autorità di qualcuno. Questa parola deriva dal greco, quando nella scuola Pitagorica erano spiegate verità convalidate dallo stesso Pitagora.

Un’ altra teoria ritenuta vera era quella della

Relazione tra pianeti e metalli #

si credeva che ciascun pianeta determinasse le proprietà di un metallo. Nei tempi antichi, i pianeti e i metalli scoperti erano solo sette, ecco di seguito una tabella elaborata rispettando la seguente teoria.

PianetaMetallo
LunaArgento
MercurioMercurio
VenereRame
SoleOro
MarteFerro
GioveStagno
SaturnoPiombo

Questa teoria iniziò a vacillare XVI secolo, quando furono scoperti nuovi metalli, come lo zinco e il platino.


Nel XVI e XVII secolo d.C. iniziarono a vacillare molte teorie, sotto l’ occhio critico di scienziati che utilizzavano il metodo scientifico per dedurre gli eventi del mondo intorno a noi, mossi anche dal nuovo libro di Boyle Il chimico scettico che segnò uno spartiacque tra la chimica fatta per gioco o credendo nelle stregonerie e tra quella fatta per l’ amore della conoscenza.


Il metodo scientifico #

Nel 1600 Galileò ideò il metodo scientifico, che comprende:

  • Osservazione dell’ ambiente
  • Ipotesi
  • Deduzione
  • Controllo della previsione

Una interessante novità è che una deduzione non è mai considerata corretta per sempre: alla prima confutazione dell’ ipotesi l’ esperimento dovrà essere eseguito di nuovo, con una nuova previsione. Quindi, ipse dixit non è più considerata una prova di veridicità di una deduzione.

Di conseguenza, ciò portava all’ adozione di proprietà operative delle sostanze - oggettive e uguali per tutti - invece di proprietà macroscopiche - soggettive e facilmente confutabili - come la forma o il colore di un oggetto, per dimostrare ipotesi e teorie. A causa di ciò, possenti teorie come la horror vacui o la teoria dei quattro elementi di Aristotele, subirono un declino per la loro non veridicità, tra confutazioni e deduzioni differenti.

Ecco qui una tabella che compara le proprietà macroscopiche con quelle operative.

MacroscopicheOperative
Proprietà soggettiveProprietà oggettive
FormaDensità
ColoreTemperatura di ebollizione/fusione
SaporeSolubilità

Il Chimico Scettico #

Fu un libro scritto sotto forma di dialogo da Robert Boyle, pubblicato a Londra. Questo libro presentava l’ ipotesi di Boyle, secondo la quale la materia sarebbe stata formata da atomi e ogni fenomeno sarebbe stato il risultato di collisioni tra atomi. Il libro affermava che gli esperimenti negavano il fatto che gli elementi chimici fossero soltanto quattro e invitava tutti i chimici a provare loro stessi. Inoltre, in questo libro fu affermata con forza la necessità di separare la chimica dalla medicina e dall’ alchimia, elevandola al rango di una scienza.



Conclusione #

Nel XVI e XVII secolo inizia una sorta di rivoluzione della chimica: molte teorie, rispettate e - spesso - difese dalla Chiesa, vengono messe in discussione, così come molti pregiudizi sulla natura; ad esempio il fatto che essa aborrisca il vuoto. La presentazione che abbiamo visionato in classe intendeva mostrarci il confine tra la chimica fatta solo per gioco, senza delle solide basi come il metodo scientifico, e la chimica fatta come scienza, per far progredire la specie umana. In breve, questa presentazione, partendo dall’ Età dei Metalli, ci ha mostrato la nascita della chimica, per caso, nella cottura del vasellame, e la sua successiva purificazione da preconcetti e pregiudizi, avendo il bisogno di provare qualsiasi cosa e diventando di fatto una scienza.



Andrea Bortolotti