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Catone, il mos maiorum, l'idea di vir bonus e l'esaltazione dell'agricoltura

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Il mos maiorum, Catone il Censore: appunti per prepararsi sull’argomento a piacere dell’interrogazione di Letteratura Latina.

Cos’è il mos maiorum? #

Il costume degli antenati, ossia l’insieme di valori, idee, credenze religiose ed usanze transmesse dalle generazioni precedenti compone il mos maiorum.

Roma dipende dal suo passato, dunque ogni cittadino ammira illustri exempla (modelli) del passato, con anche una sorta di santini raffiguranti illustri membri della propria familia (imagines maiorum) custoditi nelle case dei cittadini.

I valori cardine del mos maiorum sono cinque:

  • pietas, devozione verso dei, patria e famiglia
  • fides, rispetto per la parola data (affidabilità)
  • frugalitas, frugalità di vita
  • gravitas e severitas (serietà necessaria per un uomo in carica)

Un cittadino, per essere il meglio per la comunità, deve rispettare i valori cardine del mos maiorium ed essere un “vir bonus”, uomo buono ed onesto.

Il vir bonus secondo catone: De Agri Cultura #

Secondo Marco Porcio Catone il Censore - nato a Tuscolo nel 234 a.C -, il lavoro più degno per un uomo Romano era nei campi, oppure nella politica, utilizzando la parola per ottenere il bene comune.

Vir bonus est, Marce fili, colendi peritus, cuius ferramenta splendent

Orator est, marce fili, vir bonus dicendi peritus.

Catone, Libri ad filium marcum

[L’agricoltore è] un uomo onesto, o figlio Marco, esperto nel coltivare la terra, che tiene sempre perfettamente in ordine i suoi attrezzi.

L’oratore, o figlio Marco, è un uomo onesto, esperto nel parlare.

  • Traduzione di P. Cugusi, M. T. Sblendorio Cugusi

Il testo in prosa più antico #

Il trattato De agri cultura del 160 a.C. è il testo di prosa latina più antico che ci sia giunto integro, anche se poco significativo dal punto di vista letterario. È un manuale pratico del perfetto proprietario terriero.

Stile di scrittura #

Sotto forma spesso precettistica e sentenziosa, in una prosa semplice e arida, il trattato dà indicazioni sulle varie attività agricole, dal come tenere la casa alle ricette di cucina, dai lavori agricoli stagionali ai sacrifici agli dei, alla produzione dell’olio e del vino, alle malattie degli animali e delle piante.

Il mestiere ideale #

Il commercio portava a ricchezze effimere, volatili e false. Questo viene affermato nel prologo del De Agricultura, il celebre manuale del proprietario terriero.

  1. […] Mercatorem autem strenuum studiosumque rei quaerendae existimo, verum, ut supra dixi, periculosum et calamitosum.

D’altra parte stimo il mercante pieno di coraggio e zelante nella ricerca del guadagno, ma, come ho detto sopra, esposto ai pericoli ed alle sciagure.

  1. At ex agricolis et viri fortissimi et milites strenuissimi gignuntur, maximeque pius quaestus stabilissimusque consequitur minimeque invidiosus, minimeque male cogitantes sunt qui in eo studio occupati sunt.

Ma è dagli agricoltori che nascono gli uomini più forti ed i soldati più coraggiosi, ed essi conseguono un guadagno massimamente giusto, il più stabile ed il meno soggetto all’invidia, e per null’affatto coloro che sono impegnati in questa attività sono soggetti a tali pensieri.

Visione schiavistica dell’azienda agricola #

In questo trattato Catone paragona inoltre gli schiavi a degli strumenti, ne consiglia la vendita quando mal funzionanti (inutili o malati) e l’acquisto in situazioni di bisogno.

Per ogni schiavo si deve fornire una quantità di vestiti l’anno, vitto ed alloggio (non deve patire né fame né freddo), ma le razioni di cibo devono essere ridotte se lo schiavo si ammala, poiché esso produce meno.

Catone prevede un numero fisso di schiavi per diverse parti dell’azienda agricola: 13 per l’oliveto, 16 per il vigneto, divisi secondo una struttura gerarchica se numerosi: essi venivano raggruppati in squadre (decurie) subordinate a “manager” capisquadra, i monitores.

Protezione dei valori Romani #

La posizione di Catone era la stessa anche sulla condivisione del sapere derivante dalla Grecia: la filosofia ellenistica conteneva idee contrarie ai principi del mos maiorum: per questo egli espulse alcuni filosofi greci da Roma, quando in carica come Censore, promosse anche dure leggi contro il lusso - come la Lex Oppia, che limitava lo sfarzo dell’abbigliamento, specialmente quello femminile.

Esaltazione del successo di Roma e delle sue origini #

Un’opera storiografica di Catone - storico degli annnali, eventi che contenevano gli eventi accaduti ogni anno - sono i sette libri delle Origines

Gli dèi immortali concessero al tribuno militare una buona sorte, grazie al suo valore. Infatti capitò ciò: pur essendo stato colpito in varie parti del corpo, tuttavia non riportò alcuna ferita mortale, e fu pertanto possibile distinguerlo tra i morti, prostrato dalle ferite e dalla perdita di sangue.

Si nota una narrazione concisa e scarna unita ad uno stile semplice e disadorno che tratta di tutti i popoli della Penisola italica appartenenti a Roma.

Periodi storici trattati da ogni libro:

  1. Fondazione di Roma
  2. Informazioni su storia delle città italiche
  3. Informazioni su storia delle città italiche
  4. Prima Guerra Punica
  5. Seconda Guerra Punica
  6. Guerre di Roma in Oriente
  7. Successive vicende fino alla morte di Catone

Carriera di Catone #

Catone dunque diventa un censore nel 195 a.C., dopo la legge del 339 che permette l’origine plebea dei detentori di questo ruolo.

Catone per questo viene definito “homo novus”, ossia un individuo che ha avuto successo in politica senza appartenere ad una stirpe di politici o con una famiglia che ha una situazione finanziaria adeguata.

Catone come oratore #

Dagli scritti di Catone, nelle sue Orazioni, si nota la sua tecnica, il suo carisma e la sua retorica.

Si dice che Cicerone conoscesse 150 orazioni di Catone, né curò prima una redazione scritta, poi la pubblicazione.

Catone - possiamo affermare - è il primo a portare la retorica Greca a Roma, con le sue orazioni e le sue riflessioni sulla retorica ed il tenere discorsi.

Una celebre frase di Catone è “rem tene, verba sequntur”, ossia “possiedi la conoscenza dell’argomento, le parole seguiranno”.

Carthago delenda est #

Nei suoi ultimi anni di vita, dopo aver osservato Cartagine rifiorire dopo la seconda guerra punica, Catone finisce ogni suo discorso - secondo fonti indirette - con «Ceterum censeo Carthaginem esse delendam» («Per altro sono del parere che Cartagine debba essere distrutta»). Nell’anno della sua morte, nel 149 a.C., il Senato approverà la mozione per eseguire un’operazione militare speciale contro Cartagine.