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  1. Compiti ed Appunti Scolastici/

Argumentatio di Cicerone, la patria parla a Catilina

·676 parole·4 min·🙈 ·

Traduzione ed analisi dell’argumentatio di Cicerone contro Catilina.

Se per Ercole i miei servi mi temessero con questo comportamento (lo stesso comportamento sbagliato che ha tenuto Catilina) allo stesso modo

Se si trova un si si prevede un congiuntivo, perché potrebbe esserci un periodo ipotetico di 1°, 2° o 3° grado, noi utilizziamo l’imperfetto per stavolta, semplificando. Metuerent ricorda una forma arcaica del congiuntivo perfetto (Metuerint), che si forma con eri, dunque potremmo tradurlo anche come tale. Ut introduce una comparativa perché si trova un si e si può usare il condizionale.

Come tutti i tuoi cittadini ti temono, penserei (perifrastica passiva, Cicerone non inserisce il verbo essere, utilizzo relinquendam come verbo) di dover abbandonare la mia casa.

Perifrastica attiva –> Essere sul punto di, avere intenzione di

Perifrastica passiva –> Dovere o necessità

Gerundivo –> Verbo che funziona come aggettivo, al verbo normale si aggiunge nd e poi le desinenze dell’aggettivo.

In Italiano consideriamo il erundio come aggettivo, si usa mangiato come partecipio passato. Il gerundivo, come il participio futuro, non esiste in italiano.

Putarent da congiuntivo può essere tradotto anche come condizionale.

Letterale

Tu non pensi la città

Interpretata

(Tu non pensi di dover abbandonare la città)

E se (si si collega con diderem) io vedessi me accusato e sospettato così tanto gravemente di ingiuria dai miei cittadini (mallem deriva da malo) preferirei privarmi della vista dei cittadini piuttosto che (quam) essere guardato da tutti questi occhi così ostili (infestis)

Di solito si imparano insieme nolo volo e malo che significano non volere, volere e preferire.

Tu, con la consapevolezza dei tuoi delitti (scelerum deriva da sceleris) riconosci che l’odio di tutti è giusto e ormai da lungo tempo meritato (debitum, verbo essere sottinteso).

Dubiti di evitare la presenza e lo sguardo di coloro i quali tu feristi i sensi (arcaico) e le menti (arcaico).

Se i tuoi genitori ti temessero e ti odiassero e non può esserci nulla che li plachi, io credo che ti allontaneresti via (alicor) dai loro occhi.

Cicerone usa ut quasi sempre come consecutiva

Ora, la patria, che è la comune genitrice (colei che ci ha generato) di tutti noi, ti odia e ti teme e ti ritiene ormai da lungo tempo ti ritiene e ti considera nient’altro che il suo distruttore (patricida, colui che uccide il padre); rispetterai (verebere) mai tu l’autorità di questa? O seguirai mai il suo consiglio? O temerai mai la sua forza (vim)?

E quella, o’Catilina, si mostra a te (agit, riflessivo con tecum, lett. agisce con te) così e in un certo modo parla silenziosamente (ossimoro, figura retorica, solo tramite le azioni del Senato e dello Stato, la patria ha parlato senza aprire bocca)

Adesso la patria inizia a parlare con Catilina. Si tratta di una prosopopea ossia una personificazione in cui l’inanimato diventa animato ed oltre alla personificazione si comporta da persona animata, con una sua coscienza. Nullum facinus è il nostro soggetto, concorda con facinus perché sono entrambi neutri.

Nessun delitto in tanti anni è derivato se non da te, nessuno scandalo se non per te, solo morti di molti cittadini per te, dolore e sacrilegio degli alleati fu impunito e libero;

Si tratta di due azioni che secondo Cicerone sono rimaste impunite, due accuse di peculato, dopo che Catilina era riuscito a corrompere i giudici.

Tu sei stato capace non solo di disprezzare le leggi e le inchieste giudiziarie (quaestiones) ma in realtà anche di sovvertirle e annientarle.

Le cose precedenti sebbene non furono sopportabili tuttavia io le sopportai come ho potuto(potui);

Ora, in realtà, non è sopportabile essere spaventati (esse in metu) a causa di uno solo come te, non è sopportabile sempre temere Catilina al minimo rumore, non è sopportabile che qualsiasi complotto sembri essere fatto contro di me o che derivi dalla tua malvagità.

Quindi vattene e liberami da questo timore (di trovare una persona che spaventa tutti e che al minimo rumore crea scompiglio); se è vero affinché non ne sia oppressa e smetta un giorno di temerla, se è falso affinché io smetta di temere