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  1. Compiti ed Appunti Scolastici/

Parafrasi ed analisi della ballata "Deh, Violetta"

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Deh, Violetta, che in ombra d’Amore
negli occhi miei sì subito apparisti,
aggi pietà del cor che tu feristi,
che spera in te e disiando more.
Tu, Violetta, in forma più che umana,
foco mettesti dentro in la mia mente
col tuo piacer ch’io vidi;
poi con atto di spirito cocente
creasti speme, che in parte mi sana
là dove tu mi ridi.
Deh non guardare perché a lei mi fidi,
ma drizza gli occhi al gran disio che m’arde,
ché mille donne già per essere tarde
sentiron pena de l’altrui dolore.

In questo articolo si trova un’analisi del testo assieme ad una parafrasi del componimento dantesco “Deh, Violetta”, con una sintesi del significato ed un approfondimento su figure retoriche e riferimenti stilnovisti.

Parafrasi di Deh, Violetta #

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O Dio, Violetta, che sotto forma di Amore
sei improvvisamente apparsa di fronte ai miei occhi (poetica dello sguardo, amor cortese)
abbi pietà del cuore a cui hai provocato dolore,
che ha speranza in te e muore desiderandoti.
Tu, Violetta, con forma metafisica,
accendesti una fiamma dentro la mia mente
appena ammirai la tua bellezza,
poi con l'animo infiammato d'Amore
infondesti in me speranza, che in parte mi cura
quando tu mi sorridi. (poetica del saluto/sorriso)
Dio, non soffermarti sul fatto che mi affido alla speranza di lei
ma curati di osservare (strabuzza gli occhi) il grande desiderio che brucia in me
dato che mille donne hanno tardato nel concedermi la pietà (il motivo della dannosa tardanza è tipico della poesia provenzale)
non hanno sentito la sofferenza del dolore altrui.

Sintesi del significato #

Durante vede la donna amata, prova un ardente Amore non ricambiato, ne dialoga con Dio ed infine conclude esprimendo sofferenza.

Elementi dalla tradizione cortese #

In questa ballata troviamo il tema della poetica dello sguardo (vv. 2,12) e della poetica del saluto assieme alla poetica del sorriso (vv. 9,10). Un tema apparentemente anche Cavalcantiano è la sofferenza dell’uomo che non viene ricambiato dalla donna, questa azione si prolunga nel tempo, perciò il tema della dannosa tardanza (vv. 12-14), ossia la sofferenza che ha subito e subisce l’innamorato dato che la pietà viene a lui concessa con eccessivo ritardo. Il tema della personificazione di Amore (vv. 1,5), ereditato dalla tradizione cortese e perpetuato dagli stilnovisti è anch’esso presente in tutta la ballata e si nota anche l’uso di un senal, ossia uno pseudonimo per proteggere la privacy dell’amata ispirato alla tradizione trobadorica.

Apostrofi in “Deh, Violetta” #

Le apostrofi in questo testo sono al verso 1 “Che n’ombra” e “D’amore”, al verso 7 “Ch’io”, al verso 9 “Che n’parte”, al verso 12 “M’arde” ed al verso 14 “Sentit’han”.

In questo testo si ha una particolare utilità delle apostrofi in quanto contribuiscono alla musicalità dell’intera ballata.

Importanza del nome Violetta #

Il nome Violetta può essere un senhal in quanto Dante utilizza questo nome per mascherare il vero nome della donna amata.

Dante potrebbe anche riferirsi ad una caratteristica positiva dell’amata, ad esempio al suo profumo di violetta.

Interpretazione ed analisi del testo #

Il testo “Deh, Violetta” si colloca nelle Rime e tratta probabilmente di una delle donne-schermo elencate nella Vita Nova, prima del cambio di mentalità di Dante in seguito alla morte fisica dell’amata Beatrice.

Si suppone che il componimento sia stato prodotto nel germoglio dell’amicizia tra Dante e Cavalcanti, da ciò potrebbe derivare il tema Cavalcantiano della sofferenza dell’innamorato ed il fuoco che scoppia ed arde in seguito agli atti di Amore.

Si nota infatti ancora una forte matrice stilnovista con l’impersonificazione di Amore, l’uso della poetica dello sguardo, ed anche radici trobadoriche con il tema della dannosa tardanza.

Si trovano anche numerosi latinismi, per citarne alcuni: “speme” (v.9) deriva da “spem”, speranza, e “deh”, vocativo di deus (dio) derivato dal latino tardo “dee”, tale latinismo introduce di solito una preghiera o l’espressione di un desiderio, in questo caso la speranza di ricevere pietà e cura nell’animo dalla donna amata.