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  1. Compiti ed Appunti Scolastici/

Il concetto di tempo secondo Sant'Agostino

·717 parole·4 min·ðŸ™ˆ ·

Inizialmente Agostino abbraccia il manicheismo, in cui tutta la realtà si focalizza attorno al conflitto eterno tra bene e male.

Dopo Agostino diventa scettico, gli scettici mettevano in dubbio che esistesse o fosse accessibile la verità. Abbiamo in precendenza ricostruito l’argomentazione che Agostino utilizza per distruggere l’argomento scettico per cui non esiste la verità utilizzando i principi di non contraddizione e del terzo escluso.

La verità secondo Agostino #

Secondo Agostino la verità deriva da un’illuminazione interiore, fornita da Dio stesso, garante dei criteri di verità.

Tendi, pertanto, là dove si accende il lume della ragione, (…)  la luce vera che illumina ogni uomo che vive in questo mondo. Essa non si percepisce con questi occhi.

Il sole illumina l’uomo e mostra la verità, come la conversione finale di Agostino avvenuta quando incontra il vescovo di Milano Ambrogio.

La ragione usa i criteri di verità che arrivano da Dio, Dio stesso illumina l’uomo.

Questi appunti sono pubblicati senza alcuna alterazione dalla loro scrittura a lezione.

Il tema del tempo secondo Agostino, brainstorming collettivo #

Parole chiave che ci vengono in mente nel nostro brainstorming collettivo:

  • Zenone: il tempo non esiste: la freccia è immobile in ogni istante perché il tempo è infinitamente divisibile. Spazio e tempo sono due concetti legati, con lo stadio
  • Aristotele: atto e potenza, il divenire è il tempo, una dimensione umana e materiale in cui le cose si trasformano. Aristotele riconosce anche una dimensione trascendente dove si trova il motore immobile, ossia Dio, eterno ed immutabile. Il divenire era formato dai concetti di atto e potenza, che davano atto ad un continuo cambiamento.
  • Einstein: il tempo è relativo al punto di osservazione.
  • Il tempo non è controllabile, lo scorrere del tempo è inesorabile, però è soggettivo.
  • Orologio, il tempo scorre e si misura in maniera oggettiva.
  • Memoria
  • Ricordo

Dopo aver letto l’incipit del libro *Al di là del tempo perduto *di Proust notiamo che sia Proust sia Agostino parlino di verità insita nello spirito.

Proust dice che il tempo è legato ad un presente in cui tutto coincide, passato e futuro, come avviene in un deja vù, un tempo in cui i calendari non valgono più.

Il tempo per Agostino - così come per Proust -  è difficile da misurare, per Agostino il tempo si misura attraverso l’anima, non attraverso orologi o strumenti, per distensio anima, ossia distensione dell’anima, il tempo viene percepito dalla propria anima, che lo struttura in passato, presente e futuro.

Passato, presente e futuro #

Secondo Agostino Dio crea il tempo, garante della verità, dunque il tempo è oggettivo, ma è soggettivo perché viene misurato dall’anima di ogni individuo.

Il tempo si articola in

  • presente, ciò che vivo ora, percepito dall’attenzione
  • passato, ciò che non è più, percepito con il ricordo, attraverso la facoltà della memoria
  • futuro, ciò che non è ancora, dunque ciò che viene atteso.

Il tempo scorre velocemente, ciò che è diventa ciò che era. L’uomo percepisce il tempo attraverso il proprio animo e queste tre facoltà: memoria, attenzione e attesa.

Il tempo #

La concezione del tempo si arricchisce di un altro elemento, ossia una sua riflessione sulla storia, presente nel paragrafo 7, quella che emerge dall’opera La Città di Dio, scritta in seguito all’assedio di Roma da parte dei Visigoti, dove i barbari invadono Roma e vengono incolpati i cristiani dediti al perdono con atteggiamento accondiscendente, miti, non violenti e pacifisti. è come se non gli interessasse e come se fossero complici. In quest’opera Agostino dice che all’interno della storia ci sono due città: la città di Dio e la città degli uomini, due città come due attitudini. Nella città di Dio l’uomo ama Dio fino a disprezzare sé stesso, mentre nella città degli uomini l’uomo si abbandona all’egoismo, ricerca i piaceri e disprezza dio. Queste due forme esistono mescolate nella storia, riprende sia dal manicheismo, scontro tra bene e male, sia Platone, con il concetto della biga alata.

Agostino apre la strada a una nuova concezione della storia, già abbiamo visto le riflessione del tempo di Agostino nelle Confessioni, adesso analizziamo la Filosofia della Storia con una visione lineare della storia e del tempo di Agostino, in cui l’inizio è la Creazione, la fine l’Apocalisse. La visione Stoica invece è una visione ciclica: ad una morte segue una nascita, come un eterno ritorno.